Scrivendo a noi stessi una lettera sui nostri sentimenti ed emozioniabbiamo la possibilità di tenerne conto e prendercene cura, con il risultato di sentirci subito meglio.  Elencando ciascuna delle quattro emozioni fondamentali (gioia, paura, tristezza, rabbia) ed i pensieri e le ragioni ad esse connesse ci conosciamo meglio e facciamo chiarezza dentro di noi. Possiamo inoltre, successivamente, decidere cosa, tra tutte quelle che abbiamo scritto, dire al nostro interlocutore, come e quando dirlo, senza che le emozioni ‘ci sfuggano’ improvvisamente di mano (e solo in tal caso il nostro sfogo può trasformarsi in una bellissima ed autentica lettera d’amore o di amicizia).

Troppo spesso infatti nei rapporti di coppia o di amicizia, la ricchezza delle nostre emozioni finisce sepolta sotto una fitta coltre di rabbia, che annebbia un po’ tutto e lascia noi e l’altro amareggiati e confusi, se non addirittura feriti.

Ecco uno schema da completare, per esercitarsi ad entrare in contatto con quello che sentiamo, rendercene conto e diventarne padroni. Una volta completato ci aiuterà a parlare più chiaramente ed apertamente con la persona interessata.

 

LETTERA A SE STESSI SUI PROPRIE EMOZIONI:

  • RABBIA:

quello che mi sta facendo davvero arrabbiare è il fatto che…

sono frustrato se penso al fatto che…

 

  • TRISTEZZA:

mi sento scoraggiato ed avvilito rispetto a…

mi sento ferito…

ho l’impressione angosciosa che…

 

  • PAURA: 

ho dei timori, delle preoccupazioni rispetto a…

ho bisogno di…

temo che…

 

  • GIOIA:

nonostante tutto, quello che mi rende davvero felice è…

sono contento di ripensare a…

se ci penso meglio posso dire di positivo che…

 

E’ preferibile scrivere una lettera specifica per ciascuna situazione e riempire tutti gli spazi, magari aggiungendo per ciascuna emozione qualche frase libera.

 

Di seguito un esempio già compilato, scritto da una moglie al marito C. che ritarda sempre e dimentica gli impegni importanti che gli vengono affidati:

Caro C.,

1.COLLERA: sono furiosa con te per la tua dimenticanza. Sono arrabbiata perché hai dormito troppo a lungo ed hai dimenticato di passare a prendere i miei libri in libreria. Ogni volta che ti metti a schiacciare un sonnellino, dimentichi tutto il resto. sono stanca della tua irresponsabilità. Basta! Sono proprio stufa! Non hai affatto considerazione per me! sei davvero odioso quando fai così: non ti sopporto!

2.TRISTEZZA: A questo punto mi dispiace che non riuscirò ad avere le informazioni che cercavo, mi rattrista che tu l’abbia dimenticato. Sono triste perché ho l’impressione di non poter contare su di te. E’ molto triste che tu debba lavorare così tanto, che tu sia sempre così stanco, che tu dorma così poco. Mi sento ferita quando non ti mostri felice di rivedermi. Provo amarezza quando dimentichi qualcosa. Ho l’impressione che non ti importi di me.

3.PAURA: Ho paura di fidarmi di te. Ho paura che a te non importi. Ho paura che tocchi a me fare tutto. Non voglio dover fare tutto io. Ho bisogno del tuo aiuto. Ho paura di aver bisogno di te. Ho paura che non diventerai mai responsabile. Ho paura che tu lavori troppo. Ho paura che tu finisca per ammalarti.

4.GIOIA: Ti amo. Capisco la tua stanchezza. So che lavori molto. So che stai facendo del tuo meglio. Ti perdono per avere dimenticato. Grazie per avermi chiesto scusa. So che ti sto a cuore. So che mi ami. Sono fortunata ad averti vicino.

 

Tratto dal libro di John Gray, ‘Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere’. Rizzoli, 2009.

 

 

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About Dott.ssa Nadia Sanza

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Advanced Certified Schema Therapist, EMDR

Studio in Via dei Molinari, 10a Potenza.
+393471043731

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