PSICOTERAPIA, SCHEMA THERAPY: UN CAMMINO DI CONSAPEVOLEZZA E DI CAMBIAMENTO - Dott.ssa Nadia Sanza
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PSICOTERAPIA, SCHEMA THERAPY: UN CAMMINO DI CONSAPEVOLEZZA E DI CAMBIAMENTO

La SCHEMA THERAPY è un modello di psicoterapia molto efficace, collaudato con i disturbi di personsalità e con quelli del cosiddetto Asse I.

Ma come si può spiegare che cosa significa ‘fare una psicoterapia’ a qualcuno che non si è mai trovato prima in questo tipo di cammino?  E inoltre come si fa a capire a che punto smettere di fare psicoterapia? Spesso una delle paure ancora molto diffuse in merito alla psicoterapia è quella di entrare in una dipendenza dallo psicoterapeuta, dalla psicoterapia o peggio da eventuali psicofarmaci (che però, vorrei precisare, vanno sempre e soltanto somministrati e monitorati dallo psichiatra, che lavora in tandem con la psicoterapeuta).

Seguendo il modello della SCHEMA THERAPY, teniamo presente in realtà che i nostri modelli o pattern di comportamento e di pensiero disfunzionale che sono spesso associati ad emozioni – e che la Schema Therapy chiama anche Schemi e/o Mode –  tendono a resistere al cambiamento poiché tutti noi esseri viventi abbiamo una forte spinta alla coerenza interna ed alla stabilità.  che va in qualche modo contro la motivazione all’inizio di una psicoterapia, ma anche alla chiusura del contratto terapeutico e alla fine della psicoterapia, ostacolando il cambiamento, in generale.

In Psicoterapia esiste un cambiamento somatico: si possono allentare delle tensioni croniche, che riguardano il corpo o si possono alleviare dei disturbi psicosomatici; può esserci un cambiamento cognitivo: la persona in terapia ha trasformato il suo modo di vedere, di interpretare il mondo, se stessa e gli altri; ha ampliato le possibilità di lettura della realtà propria e circostante e imparato cose nuove; modificato le sue convinzioni – se disfunzionali. Oppure può esserci un cambiamento comportamentale: la persona inizia a fare e dire cose nuove che fanno stare bene lei stessa e gli altri che le sono intorno, costruendo e consolidando nuove abitudini sia nella sfera personale che nelle relazioni. In effetti sarebbe ideale che alla fine di una psicoterapia si verificassero tutti questi tipi di cambiamento.

Comunque raramente la cosiddetta ‘guarigione‘ avviene una volta per tutte, ma piuttosto attraverso dei passaggi significativi che sono come delle piccole o grandi svolte e che vanno via via confermate.

Inoltre non è insolito che ogni tanto ci si ritrovi a fare le stesse cose di prima dell apsicoterapia, ad essere nello stesso Mode disfunzionale tante volte individuato e contrastato, ad usare automaticamente gli stessi pensieri erronei finendo, di conseguenza, col sentirsi come prima, come quando davvero si stava molto male. Più spesso invece proprio nei momenti difficili ci si accorge che una nuova consapevolezza ed esperienza, nuove capacità maturatae durante tutta la psicoterapia esono pronte e disponibili per essere messa alla prova ed utilizzate nella vita reale.

Di fatto la persona che ha già fatto un bel pezzo della sua psicoterapia si ritrova talvolta in vecchi comportamenti e pensieri disfunzionali ma con un atteggiamento diverso.  Se una parte di lei (Coping Mode Maladattivi) tende ancora a cercare qualcosa di buono nei vecchi comportamenti, l’altra parte, quella che la Schema Therapy di Jeffrey Young chiama Mode Adulto Sano, è invece cresciuta abbastanza e sa cosa fare per uscire dalle trappole ed andare incontro ai bisogni ed alle emozioni del Mode Bambino. Con la psicoterapia il vecchio comportamento non è più soddisfacente come sembrava esserlo una volta e la persona ha più opzioni di scelta tra cui muoversi, avendo fatto delle esperienze diverse e correttive che può ricordare nei momenti di difficoltà, vede e considera le cose in modo diverso, è in grado di usare un dialogo interno sano e di auto-sostegno, pertanto può uscire dalle modalità di comportamento disfunzionali con più facilità, anche perchè inizia ad apprezzare i vantaggi e non solo la fatica di atteggiamenti più sani e costruttivi.

 

Forse l’autobiografia poetica di Portia Nelson, cliente americana di un percorso di psicoterapia, può aiutare a capire che cosa possa essere e che cosa si provi in un percorso di psicoterapia-Schema Therapy:

 

AUTO-BIOGRAFIA  IN CINQUE CAPITOLI  (Portia Nelson)

I capitolo

Cammino per la strada.

C’è una profonda buca nel marciapiede.

Ci cado.

Sono persa… Sono impotente.

Non è colpa mia.

Ci vorrà un’eternità per trovare come uscirne.

II capitolo

Cammino per la stessa strada.

C’è una profonda buca nel marciapiede.

Fingo di non vederla.

Ci ricado.

Non riesco a credere di essere nello stesso posto.

Ma non è colpa mia.

Ci vuole ancora molto tempo per uscirne.

III capitolo

Cammino per la strada.

C’è una profonda buca nel marciapiede.

Vedo che c’è.

Ci cado ancora… è un’abitudine.

I miei occhi sono aperti.

So dove sono.

E’ colpa mia.

Ne esco immediatamente.

IV capitolo

Cammino per la strada.

C’è una profonda buca nel marciapiede.

La aggiro.

V capitolo

Cammino per un’altra strada.

 

Dott.ssa Nadia Sanza
nadiasanza@gmail.com

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Certified Schema Therapist Studio in Via dei Molinari, 10a Potenza +393471043731

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