ACCETTAZIONE DELLE EMOZIONI: COME FAR PASSARE LA SOFFERENZA EMOTIVA – Dott.ssa Nadia Sanza | Psicologo Potenza | Psicologo Advanced Certified Schema Therapist www.psicologopotenza.it
L’Accettazione delle emozioni elimina la sofferenza emotiva legata ad esse e a volte è anche in grado di ridurre il dolore; poiché la lotta contro le nostre emozioni o azioni impulsive non faranno altro che assicurare la persistenza delle emozioni ed aumentare il dolore che proviamo. www.psicologopotenza.it Dott.ssa Sanza Nadia, Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Advanced Certified Schema Therapist. Studio in Via dei Molinari,10a Potenza- Basilicata
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ACCETTAZIONE DELLE EMOZIONI: COME FAR PASSARE LA SOFFERENZA EMOTIVA

(post aggiornato)

EMOZIONI, DOLORE, SOFFERENZA EMOTIVA e SCHEMA THERAPY

Per non trasformare il dolore di alcune emozioni in sofferenza emotiva vera e propria possiamo pensare, con l’aiuto della Schema Therapy, che talvolta usiamo parti di noi (o MODE http://www.psicologopotenza.it/2018/10/13/mode-schema-therapy-nadia-sanza-potenza/, secondo la Schema Therapy) che non sempre ci aiutano:

alcune volte, sposando il punto di vista del  GENITORE PUNITIVO interiorizzato, pensiamo che le nostre emozioni dolorose non siano giustificate e diciamo: ‘sono esagerate’ , ‘sto sbagliando’, ‘non dovrei sentirmi così’ . Usiamo cioè un atteggiamento auto-punitivo con cui le esasperiamo e le aumentiamo, finendo col sentirci sempre più in colpa e disperati e con l’aumentare la sofferenza emotiva

oppure pensiamo che le emozioni negative non siano sopportabili e diciamo: ‘non ce la faccio!’,  ‘è troppo dura per me’  e attiviamo immediatamente il nostro BAMBINO IMPULSIVO/ARRABBIATO scegliendocomportamenti che poi risultano essere un altro problema per noi, magari nelle relazioni

infine, altre volte, cerchiamo di sbarazzarsi delle nostre emozioni dolorose (e anche dei  bisogni psicologici correlati), attuando modificazioni radicali e globali nella nostra vita, legate alla fuga ed all’evitamento, usando cioè il nostro PROTETTORE DISTACCATO, le quali però ci richiedono energie e rinunce, con la conseguenza dell’alienazione da noi stessi.

In tutti questi casi è utile ricordare che:

esistono sempre valide ragioni (nel presente o nel passato) che portano una persona a provare un’emozione: le ritroviamo contattando il BAMBINO BISOGNOSO e/o VULNERABILE che è in noi

tutte le emozioni ci spingono ad una azione, ad un desiderio, ad un cambiamento della nostra esperienza;

ma sentire, provare un’emozione non è agire: possiamo non reagire automaticamente.

 

ACCETTAZIONE DELLE EMOZIONI, PER FAR PASSARE LA SOFFERENZA

L’ACCETTAZIONE NON GIUDICANTE  delle emozioni dolorose ne elimina la SOFFERENZA e lascia solo il dolore… a volte, però, è anche in grado di ridurlo (qui ci serve l’aiuto della MINDFULNESS …)

Ricordiamo che la lotta contro le nostre emozioni non farà altro che assicurarne la persistenza ed aumentare il dolore che proviamo.

Di seguito sono descritte alcune modalità per gestire le nostre emozioni, in modo tale da diminuire la sofferenza che producono, sia in termini di altre emozioni dolorose e pensieri disfunzionali che si attivano, sia in termini di azioni controproducenti.

Proviamo allora ad esercitarci nell’ACCETTAZIONE DELLE EMOZIONI NEGATIVE:

  • Piuttosto che sforzarci di costruire un muro tra noi e le nostre emozioni, lasciamole entrare, rimaniamo aperti alle emozioni, a che ci siano… facciamoci disponibili ad averle, senza giudicarle, senza agire. Rispettiamo il BAMBINO VULNERABILE.
  • Osserviamo attentamente le emozioni: prendiamo coscienza piena di ciò che stiamo sentendo ma, contemporaneamente, non facciamo nulla, non le combattiamo, non agiamo in alcun modo, solo esponiamoci ad esse, facendo quasi un passo indietro e guardandole in modo sereno, senza giudicarle,  senza respingerle o farle persistere, senza rifiutarle o bloccarle, senza modificarle o volercene sbarazzare o sopprimere, senza reagirvi: non dobbiamo necessariamente agire sull’onda delle nostre emozioni.
  • Subito dopo possiamo staccarci e lasciar scorrere le emozioni, lasciarle fluire; ci accorgeremo che esse sono come le onde del mare, che vanno e vengono (a questo punto può essere utile concentrarsi sulla qualità dell’esperienza corporea e sulle componenti fisiche e sensoriali delle emozioni, notare l’emozione e viverla). Possiamo non aggrapparci ad esse. Possiamo non amplificarle.
  • Quindi potremo riflettere sul fatto che noi non siamo quello che proviamo, e ripeterci ‘io non sono le mie emozioni’ e possiamo ricordare che altre volte ci siamo sentiti in modo diverso, che non durerà per sempre…

(liberamente tratto da  M.Linehan, Trattamento Cognitivo Comportamentale del Disturbo Borderline. Il modello Dialettico. Cortina Ed. Milano, 2001. Pag. 570.)

 

Dott.ssa Nadia Sanza
nadiasanza@gmail.com

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Advanced Certified Schema Therapist. Studio in Via dei Molinari, 10a Potenza. +393471043731

3 Comments
  • Fiorella
    Posted at 21:27h, 18 Gennaio Rispondi

    Dottoressa ha ragione quando dice che bisogna fermarsi e connettersi alle proprie emozioni.
    Quando ci si connette, il mondo fuori rallenta e ci si sente completamente e pienamente solidi a terra…
    Probabilmente quando si perdono le staffe, quando si urla o ci si sente affranti non si è fatto altro che perdersi…ci si è sganciati da sé…e così si perde la direzione, si perde la forza e ci si sente persi.

    Dovrebbe diventare la dimensione di tutti i giorni…restare a contatto con il “dentro di sé”…
    .. anche quando si fa altro..

    • Dott.ssa Nadia Sanza
      Posted at 10:38h, 20 Gennaio Rispondi

      Grazie del suo commento, della sua esperienza. Le auguro di continuare a sperimentare questo atteggiamento sempre più… con l’esercizio della MINDFULNESS, man mano, ne diventiamo più capaci.

  • Luca
    Posted at 13:17h, 25 Aprile Rispondi

    IL COMMENTO MI é RISULTATATO MOLTO UTILE
    grazie mille
    penso che passero allo studio per fare una ‘chiacchierata’
    grazie mille, Dottoressa
    LUCA

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