MATURITA'... DIVENTARE ADULTO? NO GRAZIE, PREFERISCO DI NO! – Dott.ssa Nadia Sanza | Psicologo Potenza | Psicologo Advanced Certified Schema Therapist www.psicologopotenza.it
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MATURITA’… DIVENTARE ADULTO? NO GRAZIE, PREFERISCO DI NO!

Nella nostra società sembra che gli individui – ormai anagraficamente tali  – sentano sempre meno urgente il desiderio di diventare adulti, come se il passaggio dalla giovinezza all’età adulta sia diluito in un tempo in alcuni casi lunghissimo, quasi infinito. Sempre più spesso le nuove generazioni si lasciano vivere in un’eterna adolescenza. Non raggiungono la Maturità.

Ma dove si è persa l’Età Adulta? Non è certo scomparsa! Come si raggiunge la Maturità umana?

Oggi si assiste alla scomparsa del cosiddetto ‘posto fisso’, alla disgregazione del tessuto sociale e famigliare, all’aumento della difficoltà di legarsi tra partner in rapporti stabili e che si desidera duraturi, per non parlare dell’incertezza sociale e potitica, ormai globale e della scarsa sicurezza delle città,  invase dalla paura del terrorismo o degli immigrati o anche degli altri in genere,

Nel mio lavoro di psicologo e psicoterapeuta a Potenza ho incontrato spesso adulti per età che, di fronte alla urgente necessità di crescere, era come se rispondessero: ‘Preferirei di no!’ e così facendo si collocavano in una specie di ‘eterna adolescenza’, rifiutando di perseguire una maturità responsabile.

Anche in condizioni così precarie da un punto di vista sociale, culturale, economico e di conseguenza valoriale, come quelle attuali, io immagino la vita come un’avventura affascinante, talvolta difficile, ma pur sempre una cosa seria. Oggi un uomo o una donna ormai maturi da un punto di vista bio-fisiologico e sessuale, qualche volta già capaci di produrre con il loro lavoro, più o meno stabile che sia, e certamente di procreare,  non sempre riescono a raggiungere l’Età Adulta e a diventare pienamente generativi.

Eppure penso che si viva a pieno solo dando spazio alla relazionalità e diventando capaci di responsabilità. Abbiamo molto tempo per crescere, per diventare adulti. E ad un certo punto e nonostante tutto, nonostante anche i nostri stessi limiti, dobbiamo seriamente metterci in relazione con l’altro da noi e prenderci delle responsabilità. (questo è anche ciò che la Schema Therapy chiama ADULTO SANO).

La generatività non si esaurisce, e talvolta non coincide neanche, con la necessità di essere madre o padre di figli propri. Per essere generativo un adulto deve riuscire a far dono di sé al suo partner e anche,  se in mancanza di questo, agli altri intorno a lui. Generatività è anche riuscire a scegliere (‘sposare’) un progetto, a dedicarsi ad esso fedelmente e perseguirlo con impegno, responsabilità e gratuità.

A proposito di Maturità, Milton Erikson, nella sua teoria dello sviluppo psicosociale, diceva che nell’età adulta l’individuo si trova di fronte una sfida fondamentale, cui nessuno può sottrarsi: quella tra la generatività e la stagnazione (o autoassorbimento); diceva che la “generatività” non si esaurisce nella creatività ma si riferisce a tutto ciò che di nuovo, di buono e umano è generato, viene tirato fuori, inventato o prodotto da una generazione e lasciato in eredità all’altra: non si tratta solo di bambini, di nuovi esseri umani da generare, ma anche di merci, opere d’arte, nuove abitudini, riflessioni, nuove soluzioni a vecchi problemi, progetti o idee.

Per essere generativi non conta tanto il prodotto o il risultato in sé che viene generato ma l’atteggiamento con cui l’Adulto generativo si considera e considera la propria vita: la virtù che accompagna il concetto di generatività è infatti la “preoccupazione” (in inglese “to care”), nel senso che ‘mi importa, mi sento responsabile di qualcuno, nel fare qualcosa, che richieda protezione ed attenzione, preoccupandosi ovviamente di non fare qualcosa di negativo, di cui in caso sarei responsabile.

La fase adulta della vita di ciascuno è il momento in cui si trova una collocazione nella società, cominciando ad assumere un ruolo e a collaborare allo sviluppo o al miglioramento di ciò che questa produce ma soprattutto è il momento in cui un individuo si assume delle responsabilità.

Senza la responsabilità relazionale la persona non è umana, senza la capacità o almeno l’intenzione, l’interesse a relazionarsi in modo responsabile, l’uomo non è maturo. Se un essere umano non rompe la cerchia della proprio individualità e non smette di preoccuparsi solo della sua auto-realizzazione, se invece non si accontenta di auto-accettarsi, auto-curarsi, auto-amarsi ma accetta il rischio della solidarietà con e per gli altri, fino a farsi carico degli altri in modo libero, questa è una persona davvero Umana.

 

 

 

 

Dott.ssa Nadia Sanza
nadiasanza@gmail.com

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Advanced Certified Schema Therapist. Studio in Via dei Molinari, 10a Potenza. +393471043731

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