Tag: consulenza psicologica

Gli SCHEMI o TRAPPOLE della SCHEMA THERAPY di J. YOUNG

  Gli Schemi o Trappole: che cosa sono per la Schema Therapy? Secondo il modello teorico della Schema Therapy di J. Young, gli Schemi (o Trappole) sono modi di pensare, sentire e agire che ci influenzano in modo disadattivo agendo contro i nostri interessi psicologici sia nella relazione con noi stessi che con gli altri e con il mondo; gli…

MINDFULNESS E CURA DI SE STESSI: USARE I 5 SENSI

Sia che ci si senta stanchi, sofferenti emotivamente o semplicemente decisi ad essere attenti e rispettosi verso stessi, prendendosi cura di sé, re-imparare ad usare i 5 sensi giova sicuramente. Sia che talvolta, sperimentiamo un’emotività eccessiva o che, all’opposto, sentiamo di non essere emotivi affatto, ecco alcuni suggerimenti per esercitarsi ad usare i 5 sensi con Mindfulness. Si intende per Mindfulness la…

CAREZZA PSICOLOGICA: BERNE, STEINER E L’INTERAZIONE SOCIALE

Cos’è la Carezza Psicologica La carezza psicologica è una ‘unità di riconoscimento‘ sociale. Così la definiva lo psicologo Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale, anche detta AT. Ma esattamente, che cosa significa carezza psicologica, che cos’è? Si possono fare esempi semplicissimi di carezza psicologica. Uno sguardo rivolto ad una qualsiasi persona intorno a noi è un acarezza psicologica. Chiedergli qualcosa, rispondere ad…

PLUSDOTATI: ‘FARFALLE DI CRISTALLO’

I PLUSDOTATI SONO ANCHE DETTI: ‘FARFALLE DI CRISTALLO’ Sono un numero altissimo di ragazzi e ragazze che hanno un’intelligenza sopra la media… ciò sembra un dono (vedi anche la recensione del film GIFTED) di cui essere fieri e sicuri, in realtà spesso è un peso da portare, una differenza sentita soprattutto dall’interno; infatti non è raro sentirli dire: “Io plusdotato? E’ impossibile!…

ACCETTAZIONE DELLE EMOZIONI: COME FAR PASSARE LA SOFFERENZA EMOTIVA

(post aggiornato) EMOZIONI, DOLORE, SOFFERENZA EMOTIVA e SCHEMA THERAPY Per non trasformare il dolore di alcune emozioni in sofferenza emotiva vera e propria possiamo pensare, con l’aiuto della Schema Therapy, che talvolta usiamo parti di noi (o MODE http://www.psicologopotenza.it/2018/10/13/mode-schema-therapy-nadia-sanza-potenza/, secondo la Schema Therapy) che non sempre ci aiutano: alcune volte, sposando il punto di vista del  GENITORE PUNITIVO interiorizzato, pensiamo che…

‘PADRI E FIGLIE’ – 2015: ATTACCAMENTO SICURO NELL’INFANZIA E NELLA COPPIA

Un Sano Attaccamento da Adulto? Dipende dall’Attaccamento Sicuro nell’Infanzia L’attaccamento sicuro ed una buona connessione emotiva con i genitori nell’infanzia, favoriscono un sereno rapporto di coppia da adulti (attaccamento adulto sano). L’abbandono e la deprivazione emotiva  subiti nell’infanzia, possono portare coloro che li hanno vissuti da bambini ad avere, da adulti, atteggiamenti disfunzionali sia nel modo di vedere se stessi, gli altri ed…

FIDUCIA IN SE STESSI E CONVINZIONI SANE

Non è sempre facile nutrire e mantenere una realistica fiducia in se stessi. Questa può essere messa in discussione dai nostri stessi pensieri oltre che da eventi banali o relazioni interpersonali negative. Eppure la fiducia in se stessi serve per mantenere il benessere psicologico e può essere migliorata  e mantenuta, se non addirittura ricostruita, ripetendosi spesso convinzioni sane, come le…

IL PICCOLO RICCIO E LE SPINE. LA STORIA DI G. PROTETTORE DISTACCATO EVITAMENTO SCHEMA THERAPY:

SCHEMA THERAPY, UN MECCANISMO DI COPING MALADATTIVO: IL PROTETTORE DISTACCATO E L’EVITAMENTO La Schema Therapy di Jeffrey Young chiama ‘PROTETTORE DISTACCATO’ quella funzione difensiva o di coping (che viene ritrovata spesso nel comportamento evitante) e quell’insieme di strategie che una persona può mettere in atto per proteggersi da paure, eventuali ferite relazionali, pericoli e rischi psicologici attesi. Secondo la Schema…

10 QUALITA’ CHE UNO PSICOTERAPEUTA DOVREBBE AVERE PER ESSERE EFFICACE

Cosa rende davvero efficace uno Psicoterapeuta? Quando si sceglie uno psicoterapeuta (o semplicemente terapeuta) tutti vorrebbero che fosse davvero efficace. In realtà esistono varie tipologie di psicoterapia e molti approcci teorici, anche se negli ultimi anni si va sempre più verso dei modelli teorici di psicoterapia integrata. Tutto questo non aiuta però i clienti ad orientarsi nella scelta del proprio…

SOPPORTARE EMOZIONI INTENSE: REGOLAZIONE EMOZIONALE

‘Se vuoi avere risultati differenti non fare sempre le stesse cose’.

A. Einstein

 

PERCHE’ LA REGOLAZIONE EMOZIONALE?

La capacità di regolazione emozionale si può sviluppare fin da piccoli. Consiste nella capacità di regolare e modulare le emozioni dolorose o intense. Quando queste ultime ci sembrano assolutamente intollerabili  ci sconvolgono e portano – in cerca disperata di un sollievo – a comportamenti disfunzionali o aggressivi, gesti autolesivi o addirittura suicidari.

Per molti non è certo un’esperienza rara quella di ritrovarsi letteralmente in balia di sensazioni forti ed emozioni intense di paura, rabbia, tristezza.

Queste sensazioni ed emozioni comportano vissuti penosi nel nostro corpo, e sono intrecciate con pensieri quasi sempre negativi, auto-denigratori e/o poco costruttivi rispetto al sé ed alle relazioni con gli altri (un aiuto rispetto al rimuginare  intitolato: CAPAREZZA LA SA LUNGA: PENSARE O FARE? AZIONI CHE CREANO EVENTI POSITIVI E AIUTANO A VINCERE LA DEPRESSIONE).

Qualcuno definisce queste emozioni intense, queste esperienze critiche e difficili come un mostro, un magone, un’angoscia, un’oppressione, un peso, un buco nero… altri parlano di malessere o di disagio o fastidio; sta di fatto che le parole ‘ansia’ e ‘depressione’ sono ormai entrate nel linguaggio quotidiano per indicare vissuti emozionali che possono essere intensamente dolorosi – benché non pericolosi in se stessi –  e, in cerca di una soluzione, di una regolazione delle emozioni, portare a comportamenti disfunzionali.

Molte delle strategie di seguito sono utili da usare in momenti di crisi e di malessere psicologico e sono legate al distrarsi per tollerare la sofferenza mentale o angoscia. Durante la crisi queste strategie, che possono essere facilmente ricordate pensando alla parola: ‘ACCETTA‘, aiutano soprattutto nei momenti in cui l’evitare o l’usare comportamenti disfunzionali potrebbe essere una pseudo- soluzione, con un sollievo immediato che però comporterebbe alla lunga un problema peggiore da dover  affrontare, un altro… insieme a quelli di prima (come a dire: la soluzione è peggio del male!).

 

 

STRATEGIE  DI REGOLAZIONE EMOZIONALE

un acrostico: ‘ACCETTA

A come fare Attività:

fare esercizio fisico, praticare uno sport, attivarsi per fare qualche hobby o le pulizie, telefonare o visitare qualcuno ma anche semplicemente giocare a flipper o al computer, passeggiare, lavorare, mangiare o bere qualcosa e ovviamente concentrarsi sul FARE quello che stiamo facendo.

C come Contribuire:

aiutare gli altri, impegnarsi in un’attività di volontariato, un gesto cortese premuroso, fare qualcosa per qualcuno, qualcosa di semplice o banale, oppure di sorprendente CONTRIBUIRE con piccole –  o grandi che siano – che ci aiutano ad uscire da noi stessi, a prenderci una pausa, anche breve, dalla nostra crisi emotiva e a stare meglio.

C come Confrontarsi:

con persone che affrontano le nostre stesse difficoltà – o anche peggiori – e che, come noi – e magari di più – soffrono ma provano ad andare avanti (state attenti, nel confronto, ai sensi di colpa o all’auto-denigrazione). Il confronto aiuta a non sentirsi soli ed a capire che la vita, per tutti, prima o poi, comporta la sofferenza, la confusione, il disorientamento. In tal senso può aiutare leggere notizie dai giornali, considerare le storie e le vite di persone intorno a noi, usando una prospettiva realistica ed accettante. Questo ci invita a vedere in modo nuovo le nostre difficoltà e ad accettarle, appunto.

E come generare Emozioni oppostE:

anche quando siamo letteralmente sconvolti possiamo cercare attivamente un’esperienza che susciti in noi emozioni diverse o addirittura opposte a quelle che stiamo vivendo: se ci sentiamo tristi, avviliti potremmo ascoltare una musica energizzante e provare a entrare nel suo ritmo, oppure guardare una commedia esilarante; se siamo invece agitati e nervosi potremmo provare con esercizi di MINDFULNESS (vedi blog….), con inni sacri o musiche religiose o anche una marcia; se ci sentiamo spaventati o insicuri, mettiamoci a fare (talvolta basta anche solo ricordarcelo) qualcosa in cui siamo o siamo stati competenti ed apprezzati; semplicemente potremmo attivarci per cercare un luogo, un evento, una compagnia che siamo certi susciti in noi un’emozione diversa, opposta da quella che al momento stiamo provando ed in cui ci sembra di sprofondare.

T come respingere la siTuazione:

ogni tanto possiamo abbandonare, lasciar andare per un poco la situazione e le emozioni che comporta… possiamo rifiutarci di pensare costantemente agli aspetti dolorosi di quell’evento o ricordo… in questo senso va bene e ci fa bene respingere la sofferenza. Possiamo allontanarcene mentalmente, magari costruendo un muro immaginario fra noi e quello che ci sta facendo soffrire, oppure bloccandolo nella nostra mente, proprio come se lo mettessimo in un angolo, in un cantuccio, almeno per un po’: potremmo immaginare di impacchettarlo, metterlo da parte, chiuderlo lontano da noi… Così possiamo censurare, interrompere momentaneamente ogni ruminazione. Va bene insomma ogni tanto rifiutarsi categoricamente di pensare ad ogni risvolto di una situazione troppo scomoda per noi – e magari anche da troppo tempo.

T come disTrarsi con altre esperienze:

aiuta per esempio contare, cantare, fare un puzzle, guardare la TV con consapevolezza e concentrazione (cfr Mindfulness) e possiamo a tal scopo anche usare consapevolmente i nostri cinque sensi: concentrandoci sui colori di un quadro o sul guardare un albero, o un altro essere vivente o qualsiasi altro spettacolo, naturale e non (senso della vista); potremmo ascoltare i suoni della natura o i rumori del palazzo, della strada, del mercato o qualsiasi altro tipo di musica (senso dell’udito); potremmo usare profumi ed annusare fiori, cibi, il nostro cucciolo domestico, respirando e cercando nuove esperienze olfattive di cui inebriarci (senso dell’olfatto); ovviamente può aiutarci dedicarci a gustare un buon pasto, qualcosa di nuovo, masticandolo lentamente e scegliendolo con cura, gustandolo fino in fondo e magari provando nuovi, insoliti abbinamenti di cibo (senso del gusto); anche il tatto può essere fonte di esperienze e pensieri diversi, toccare, accarezzare o abbracciare, sprofondare in una poltrona, provare tessuti insoliti per noi, spazzolare i capelli, fare o farsi fare un massaggio, spalmare una crema sul corpo, sui piedi, usare un impacco freddo sulla fronte (senso del tatto).

A come intensificare Altre sensazioni:

prendere in mano un cubetto di ghiaccio, ascoltare musica ad alto volume, stringere forte un palla di gomma, farsi una lunga doccia calda, fare del sesso sano, mettere un elastico al polso, tiralo e lasciarlo andare; fare questo ed altro in modo da distogliersi intenzionalmente dallo stato d’animo doloroso, provando altre sensazioni.

Insomma, pur cercando di evitare il distacco emotivo e l’evitamento comportamentale (vedi il post sul Protettore Distaccatohttp://www.psicologopotenza.it/2018/02/27/protettore-distaccato-schema-therapy-evitamento-nadia-sanza/), va bene ogni tanto allontanarsi, uscire da se stessi. Facciamolo quel tanto che basta per poterci riprendere, ricaricare e guardare le nostre emozioni da una giusta distanza, in modo da prenderci cura di noi, rimanere al sicuro e fare poi cose davvero utili per affrontare alcuni dei problemi che sono alla base delle emozioni più intense.