DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC)

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Quali sono i meccanismi mentali che contraddistinguono il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)?

Come funziona la mente di una persona in preda alle intrusioni tipiche del DOC?

Spesso queste modalità di pensiero sono automatiche oltre che disfunzionali. Vediamole.

ECCESSIVO SENSO DI RESPONSABILITA’

I pazienti con Disturbo Ossessivo Compulsivo temono le conseguenze dei loro peniseri, come se ‘pensare’ fosse automaticamente ‘fare’.

E’ vero, qualche volta può capitare di avere una minima influenza sull’esito di un determinato evento negativo. questo sarebbe insostenibile per un paziente DOC.

Queste persone, semmai facesserro una qualche ipotesi di influenza delle loro azioni rispetto ad un evento negativo, soprattutto per gli altri, si sentirebbero immediatamente e completamente responsabili. Se pensano possa accadere qualcosa di negativo, per loro è difficile sopportare il pensiero di non ‘fare tutto il possibile’ per cercare di evitarlo.

 

ECCESSIVA IMPORTANZA ATTRIBUITA AI PENSIERI

Tutti coloro che soffrono di un Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) sono convinti che ‘avere un pensiero in testa’ significhi che ‘quel pensiero è importante’.

Purtroppo più la pensano in tal modo più è probabile che abbiano in testa dei pensieri negati, brutti, disdicevoli o cattivi.

Queste persone credono inoltre che avere quel pensiero dimostri le loro intenzioni in tal senso, come se avere quel pensiero significasse che desiderano o si augurano che il pensiero si avveri. In realtà è normale avere preoccupazioni negative, fare pensieri strani o bizzarri; è comune pensar male in generale e questo accade soprattutto quando il nostro umore non è al meglio. Nulla però ciò ha a che fare con la propria natura più intrinseca o con i propri reali desideri.

Il fatto di poter pensare ‘di tutto su di tutti/o’ non significa un bel niente di me, del mio valore, della mia natura. Tantomeno è vero che se un pensiero lo penso vuol dire cheallora lo faccio o lo farò.

 

SOVRASTIMA DELLA POSSIBILITA’ DI CONTROLLARE I PROPRI PENSIERI

I pazienti DOC fanno fatica a tollerare i pensieri negativi nella loro mente, non sopportano che essi ci siano, provano per questi pensieri un’ansia indescrivibile.

Spesso decidono di contrastarli e nel tentativo di liberari dai pensieri negativi si perdono in rituali (compulsioni) o in altri pensieri ossessivi (ruminazioni).

Bisogna però considerare che nessuno può decidere di non pensare a qualcosa. Meglio non costrastare o combattere, anche se ci crea ansia, i nostri pensieri, meglio lasciar libero il nostro flusso di pensieri e non dargli troppa importanza.

 

SOVRASTIMA DELLA PERICOLOSITA’ DELL’ANSIA

Molti pazienti DOC pensano che la loro ansia (legata al pensiero ossessivo o all’urgenza di mettere in atto certe compulsioni) li porti ad uno stato confusionale, di scarso controllo di sè e pertanto pericoloso; addirittura pensano di poter impazzire o ‘perdersi’ o fare delle terribili figuracce. Pensano inoltre che il malessere fisico legato all’ansia possa aumentare a dismisura, crescere all’infinito o rimanere stabile nel tempo e sono convinti che questo possa danneggiare il loro corpo.

Non è così. Infatti, nonostante i sintomi fisici dell’ansia possano essere soggettivamente molto sgradevoli, ricordiamo che l’ansia non è pericolosa. Potremmo anzi dire che è un’emozione normale, molto diffusa, che non porta affatto alla perdita del controllo del proprio comportamento.

In realtà l’ansia dopo un poco passerà da sola, i sintomi ansiosi tendono a scomparire relativamente presto, anche se non si fa nulla di particolare per tranquillizzarsi.

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Dott.ssa Nadia Sanza

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta – EFT - Advanced Schema Therapist- EMDR

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